Atlante dei patrimoni territoriali e di comunità

Questo Atlante dei patrimoni territoriali e di comunità dell’Ecomuseo Alta Tuscia del Paglia offre una sintesi dello stato attuale delle conoscenze sui territori e sulle comunità acquesiana e procenese e individua le prospettivetematiche e metodologiche per i futuri piani di lavoro secondo l’approccio ecomuseale.

L’Ecomuseo Alta Tuscia del Paglia…
E’ un “Patto”, cioè un accordo volontaristico tra gli abitanti dei comuni di Acquapendente e di Proceno per prendersi cura del proprio patrimonio territoriale e culturale e lasciarlo come “bene comune” alle future generazioni. Sarà capillarmente diffuso sul territorio trasformando in segni leggibili le tracce della nostra storia sociale. Arriverà a coinvolgere tutti in base alle competenze, ai saperi e alle abilità di ognuno: la comunità, infatti è contemporaneamente sia artefice e animatrice dell’ecomuseo sia destinataria privilegiata delle delle sue iniziative. In questo quadro sta lo sviluppo di comunità di cui l’ecomuseo può essere un motore.

tra panorami naturali…
Il concetto di Territorio proprio dell’ecomuseo deriva da una visione pluridisciplinare: è il risultato a una data epoca del continuo intreccio tra peculiarità geomorfologiche e agroforestali e attività antropiche. È una costruzione storicamente dinamica, coevolutiva, che si manifesta negli ambienti e negli habitat naturalistici meglio conservati come nei sedimenti della cultura materiale, quali i manufatti rurali o urbani, gli impianti di coltivazione o gli opifici.

e panorami sociali.
Il Patrimonio culturale comprende l’insieme degli elementi di interesse demo-etno-antropologico: i modi, le costruzioni, i luoghi dell’abitare e del lavorare; i comportamenti tradizionali e i loro adattamenti; gli utensili della vita quotidiana; la cultura alimentare; le peculiarità identitarie; il dialetto; etc. L’approccio ecomuseale guarda ogni comportamento, individuale e collettivo come “fatto sociale globale”, prende le distanze dalle considerazioni meramente estetiche spesso elitarie e pone in stretta relazione natura e cultura, ambiente e sistemi sociali.

In rete con le istituzioni culturali…
L’ecomuseo sviluppa le buone pratiche di cura dell’ambiente che la Riserva naturale del Monte Rufeno ha saputo realizzare nel corso degli anni mirando oltre la divulgazione di nozioni a tema naturalistico con lo scopo di formare interpreti e comunicatori partecipi e responsabili del territorio. Fa tesoro delle partnership con la scuola, l’Istituto Omnicomprensivo Leonardo da Vinci di Acquapendente, con le Università della Tuscia, di Siena, di Firenze, di Perugia, di Roma, con i centri di ricerca italiani e internazionali.

e camminando sul territorio…
La vasta rete di strade rurali, cammini, sentieri, vie, strade storiche, dentro gli abitati, lungo i corsi d’acqua, per la piana fluviale o tra i boschi è la straordinaria infrastruttura di comprensione e interpretazione dei patrimoni territoriali e culturali dell’Alta Tuscia del Paglia. L’Ecomuseo non è raccolto in un posto, ma diffuso sul territorio. Appare scontato per i “monumenti” naturali ma è così anche per i sedimenti della cultura materiale. Che vanno lasciati nella loro collocazione perché soltanto lì, in situ, raggiunti a piedi, a passo d’uomo, restituiscono i valori simbolici e di significato di cui sono segni.

per dare corpo a
Laboratori di “citizen science”, che consentono a cittadini ed esperti, al lavoro in équipe eterogenee, di dare nuovi significati al territorio;
Archivio delle storie, che sistematizza l’eredità immateriale della comunità focalizzate dalla microstoria e raccolte dalla storiografia orale;
Mappe di comunità, che con un processo collettivo ricostruiscono e ridefiniscono l’identità socio-culturale di un luogo producendone rappresentazioni esistenziali;
Sostegno della comunità rurale e artigianale, delle agrobiodiversità animali e vegetali, delle produzioni e delle filiere locali di costruzione dei valori.